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Argentino river

Argentino river

An uncontaminated place of purity

marzo 292017

La zona della valle del fiume Argentino è una Riserva Naturale Statale. Questo corso d’acqua, posto nella zona sud-occidentale del massiccio del Pollino, si dipana testardo tra le pareti rocciose e la sua caratteristica principale risulta essere la purezza.

Grazie a tali condizioni di estrema purezza ed isolamento la flora e la fauna che integrano l’eco-sistema dell’Argentino sono straordinari; difatti vi sono esemplari di Pino Loricato, Pino Nero e di ciliegi selvatici. Mentre a livello faunistico le ‘stelle’ su cui la valle dell’Argentino può contare sono il capriolo, il lupo, il falco pellegrino e l’aquila reale.

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Convento dei Cappuccini

Convento dei Cappuccini

The place where are preserved the remains of St. Valentine

gennaio 272017

Il Convento di Belvedere Marittimo, dedicato a San Daniele Fasanella, è stato edificato sul finire del XVI secolo. Il Santo Daniele Fasanella è il protettore della cittadina dell’Alto Tirreno cosentino. Esso ospita l’ordine dei Frati Cappuccini, che sono dei seguaci degli insegnamenti di San Francesco d’Assisi.

Il posizionamento di questo complesso monastico, che si erge su di una collina popolata da alberi maestosi, lo rende un posto pacifico in cui entrare in contatto con la dimensione spirituale che alberga in ciascuno di noi.

Le fortune del Convento sono state alterne ed hanno seguito, più o meno fedelmente, l’alternarsi dei vari domini stranieri in terra calabrese; anche se c’è da dire che i Frati Cappuccini lo hanno sempre eletto come luogo ideale per le loro attività ed ogni volta che ne sono stati cacciati sono riusciti a fare in modo di ritornare fra le mura di questo edificio.

Nella parte finale del XX secolo alcuni lavori di restauro hanno permesso di riscoprire alcune delle forme originali del Convento; grazie a questi lavori tutte le decorazioni interne di questo luogo sacro, come gli altari lignei in stile Barocco, le Pale ed i reliquiari  sono ritornati al loro antico splendore.

L’attrazione principale del Convento dei Cappuccini di Belvedere Marittimo è senza dubbio l’altare che ospita le reliquie di San Valentino, giunte presso Belvedere nel lontano 1700.

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Castello

Castello

Military fortress

gennaio 272017

Il Castello di Belvedere Marittimo era in origine un avamposto normanno. Rispondendo a delle dinamiche tipiche delle zone costiere in tempi di scarsa pace la sua costruzione era volta a soddisfare la necessità di avere un buon controllo dei movimento sulla zona di costa antistante Belvedere. Esso, difatti, sorge su una porzione rialzata del terreno che i Normanni identificarono come ideale, intorno all’anno 1000, per la sua costruzione.

Questo edificio militare divenne un Castello vero e proprio sul finire del XV secolo, sotto l’impulso degli aragonesi.

La visita al Castello di Belvedere Marittimo è consigliata per osservare da vicino le torri, gli spalti ed i bastioni sapientemente decorati dagli occupanti di questo avamposto bellico che si sono succeduti nel corso dei secoli.

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Murales

Murales

Talking walls

gennaio 262017

L’idea trasformare le strade di Diamante in una mostra artistica diffusa sorse nel 1981. Nel giugno di quello stesso anno numerosi artisti, locali, nazionali ed internazionali s’impossessarono delle grigie mura degli edifici della perla dell’Alto Tirreno cosentino per usarle come delle immense tele sulle quali imprimere la loro ispirazione.

Questa pratica, nonostante sia stata messa in atto in un recondito paesino della mezzogiorno italiano, ha anticipato di anni un fenomeno che sul finire del XX secolo s’affermò in tutto il mondo col nome di street art.

 

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Festival del Peperoncino

Festival del Peperoncino

Festival dedicated to the Red King

gennaio 262017

La prima edizione del Festival del Peperoncino risale al 1992. Nel cinquecentesimo anniversario della scoperta delle Americhe la cittadina di Diamante volle celebrare l’arrivo della pianta del peperoncino negli orti del meridione d’Italia.

Il Festival esalta la gastronomia calabrese in generale e quella dell’Alto Tirreno cosentino in particolare. Il centro dal quale s’irradiano i sapori che colpiscono palati e menti di chi degusta i piatti tradizionali locali è il peperoncino, ovviamente. Per lo stesso principio anche l’offerta culturale del Festival muove ogni singolo passo ‘alla ricerca del peperoncino’, inteso come ingrediente segreto racchiuso al fondo di ogni esperienza proposta: si tratti di un piatto, di una performance teatrale o di una proiezione cinematografica.

Nel corso dei decenni questa celebrazione ha saputo diventare uno dei punti di riferimento dell’offerta culturale del sud Italia, generando una forte affluenza di visitatori nazionali ed internazionali che, attratti dalla passione per il piccante, hanno imparato a godere anche delle bellezze recondite di Diamante e dintorni.

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Fiume Lao

Fiume Lao

Charming river

dicembre 122016

Il fiume Lao nasce in Basilicata sulle pendici del monte Serra del Prete e, dopo essere entrato in Calabria presso i paesi di Laino Borgo e Laino Castello, sfocia nel Tirreno, non lontano da Scalea, al termine di un percorso di più di 50 chilometri.

Grazie alla particolare conformazione che gli garantisce un importante flusso d’acqua (ha un bacino di 606 kmq ed una portata media di quasi 10 metri cubi al secondo) durante tutto l’anno e grazie allo stupendo scenario del suo percorso è diventato meta per antonomasia delle genti appassionate di immersione nella natura, canoa e rafting.

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Isola Dino

Isola Dino

Amazing isle standing in front of Praia a Mare

dicembre 122016

Conosciuta dalle persone che amano la natura per le sue grotte, l’Isola Dino è stata acquistata nel 1962 da Gianni Agnelli per cinquanta milioni di lire. Tuttavia nel giugno del 2014 una sentenza del Tribunale di Paola ha sancito l’annullamento della vendita ed il ritorno dell’isola sotto la gestione dello Stato Italiano. Questa splendida isola offre spettacolari strapiombi anche di 80 metri. Presso la costa l’erosione delle rocce calcaree ha dato vita a numerose cavità che ospitano sorprendenti ecosistemi. La sua biodiversità è molto varia, ad esempio, oltre alla classica macchia mediterranea, possiamo trovarvi anche la poco comune palma nana. La sua fauna comprende anche molte specie di uccelli migratori, tra i quali il falco pellegrino. Negli ultimi anni l’isola è anche un punto di riferimento anche per chi pratica immersioni subacquee.

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Arcomagno

Arcomagno

Legendary natural monument

dicembre 122016

La località è così denominata per via di uno straordinario Arco naturale, scavato dal mare nella roccia: lArco Magno, che apre la via verso una piccola spiaggia, silenziosa, nascosta, isolata. Al suo interno si trova un’ ‘incantevole laguna a forma di mezzaluna, lunga circa 25 metri, con piccolissimi ciottoli di ghiaia.

Sulla parte sinistra dell’arco è presente una grotta naturale di grandi dimensioni, detta Grotta del Saraceno con all’interno una piccola sorgente d’acqua; mentre sul lato nord dell’Arco è situato un altro complesso di piccoli scogli e rocce, su cui si erge un altro arco di roccia: l’Arco di Enea, dal nome del mitico eroe troiano che, secondo il mito, dopo la caduta di Troia passò da quelle parti. Di fronte ai due Archi si trova lo Scoglio dello Scorzone ed a poca distanza è possibile ammirare l’Isola di Dino.

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Grotta del Romito

Grotta del Romito

Magical neolithic shelter

dicembre 122016

La Grotta del Romito è situata nel territorio del Comune di Papasidero, in una vallata sulla sinistra del fiume Lao a circa 400 metri sul livello del mare.

Gli scavi degli anni ‘60 hanno permesso di appurare che l’interesse dell’uomo per questa grotta risale ad una fase avanzata dell’Epipaleolitico Antico.

Le celebri incisioni rupestri che hanno reso famoso il Romito interessano due grandi massi alle estremità opposte del riparo. La prima è quella dei cosiddetti ‘segni lineari’, semplici tratti rettilinei o leggermente curvilinei, e non rivela alcun significato apparente; essa è databile attorno all’anno undicimila avanti Cristo.

La seconda è quella del ‘Masso dei tori’ che si trova presso l’imboccatura della grotta e reca incisi su diversi livelli tre profili di Bos primigenius. L’ambito stilistico è quello caratteristico della provincia mediterranea. La sensazione di vigore trasmessa dal disegno complessivo della figura e l’accurato trattamento dei particolari anatomici, ne fanno probabilmente l’espressione più felice del verismo paleolitico nel Mediterraneo. Le caratteristiche stilistiche di quest’opera la avvicinano anche all’arte paleolitica franco-cantabrica. Le sepolture ritrovate nella Grotta aumentano il valore simbolico e culturale del sito. Alla base del masso con i tori è stata rinvenuta una doppia sepoltura che conteneva i resti di un giovane che abbraccia una donna più anziana. Questa sepoltura era corredata di corna di Bos primigenius ed utensili di selce. Un’altra doppia sepoltura, nello stesso livello, conteneva anch’essa i resti di un uomo e di una donna. Mentre nella grotta interna sono state rinvenute due sepolture singole. Del corredo funebre di queste sepolture faceva parte anche un utensile d’osso. La frequentazione umana del sito, dopo un’interruzione di alcuni millenni, è attestata nuovamente durante il Neolitico medio (4770 a.C.), grazie al ritrovamento di reperti di ceramica, ciò è dovuto al fatto che il luogo in questione rientrava in una via di commercio dell’ossidiana.

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Grotta del Leone

Grotta del Leone

Awesome marine grotto

dicembre 92016

Situata nell’Isola Dino, il nome di questa grotta deriva dalla presenza al suo interno di uno scoglio che assomiglia molto ad un leone sdraiato. E’ una delle numerose cavità presenti nella costa dell’Isola Dino.

 

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Chiesa Anime del Purgatorio

Chiesa Anime del Purgatorio

Amazing canvas on the inside

ottobre 242016

La Cappella del Purgatorio della Piazza Dante Alighieri di Tortora si caratterizza per delle espressioni simboliche degne di nota. Essa sorge in una zona denominata mballaturu, termine dialettale che indica la sua vicinanza ad una delle torri del palazzo feudale. In origine essa era posta al di fuori delle mura cittadine e col passare del tempo la sedimentazione urbana la ha resa uno degli elementi di spicco dell’architettura urbana.

La Chiesa delle Anime del Purgatorio è stata menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1554.

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San Pietro Apostolo

San Pietro Apostolo

Neoclassical style Church

ottobre 242016

Quella di San Pietro Apostolo (Via San Pietro) è la chiesa matrice di Tortora. Essa fu edificata sul finire del XIII secolo e venne poi ristrutturata profondamente nel XVIII.

La Chiesa di San Pietro Apostolo presenta uno stile neoclassico. La leggenda vuole che le due colonne poste ai lati del portone principale dell’edificio siano state ricavate da risorse provenienti dall’antico abitato di Blanda Julia, elemento che testimonierebbe una profonda continuità tra il passato ed il presente dell’architettura di Tortora.

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Palazzo Spinelli

Palazzo Spinelli

Massive civic building

ottobre 242016

Il Palazzo di Via Cantograndre di Aieta, anche conosciuto come Palazzo Spinelli, ha acquistato la sua forma attuale nel 1550, grazie ai lavori di ristrutturazione operati dalle famiglie Martirano e Cosentino. Il suo stile Rinascimentale è la migliore testimonianza dell’edilizia civile calabrese del XVI secolo.

Il suo elemento più caratteristico è la Loggia che domina il lato del palazzo esposto ad occidente, le sue colonne ed archi costituiscono un’attrazione architettonica di primo livello.

Il Comune di Aieta è diventato proprietario di questo edificio nel 1980 e nel giro di un paio di lustri lo ha portato ad uno splendore mai visto in precedenza.

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Santa Maria della Visitazione

Santa Maria della Visitazione

XVIII century Church

ottobre 242016

La Chiesa di Santa Maria della Visitazione di Aieta, posta in Piazza Monsignore Lomonaco, risale al secolo XVI. Il portale in pietra dell’ingresso è il benvenuto che la struttura offre alle visitatrici ed ai visitatori ed è stato ideato ed creato da Gerardo Rea nella seconda metà del XVIII secolo.

La sua pianta è una croce latina a tre navate, decorate da numerose opere tra le quali spiccano le Pale d’Altare di Fabrizio Santafede, un magnifico esponente del periodo di transizione tra Manierismo e Barocco.

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Torre di Fiuzzi

Torre di Fiuzzi

Spectacular sighting spot

ottobre 242016

La Torre di Contrada Fiuzzi, sita in Praia a Mare, si erige su di un faraglione ideale per ospitare una struttura del genere.

Essa è un bastione costruito tra il 1400 ed il 1500 ed è parte integrante di un sistema di difesa e comunicazione costiero preposto a prevenire e neutralizzare le incursioni che provenivano dal mare.

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Torre Crawford

Torre Crawford

Gothic and charming

ottobre 242016

La Torre Crawford, costruita nel 1500, domina la baia di San Nicola Arcella. Essa deve il suo nome attuale al fatto che il celebre scrittore di origine statunitense, Francis Marion Crawford, la scelse sul finire del XIX secolo come propria dimora.

La Torre si articola su due livelli, collegati da una maestosa scalinata. Essa nel passato è stata luogo di avamposto comunicativo e difensivo, potendo ospitare anche piccole guarnigioni.

La Torre Crawford, come quelle di Fiuzzi e Maratea era parte integrante di un sistema diffuso volto all’avvistamento di eventuali nemici che arrivavano via mare.

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S. Maria Costantinopoli

S. Maria Costantinopoli

Nice building great location

ottobre 242016

Il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli di Papasidero è stato edificato nel 1600. La sua ubicazione è spettacolare, dal momento che la struttura si adagia su di una parete calcarea che costeggia il fiume Lao.

Sebbene immerso in un contesto naturale con pochi eguali il Santuario è molto vicino al centro urbano di Papasidero; per accedervi proveniendo dal paese occorre percorrere una scalinata ed attraversare il famoso Ponte della Rognosa.

Vista la sua posizione defilata rispetto all’abitato il Santuario fu utilizzato come rifugio per gli infetti durante l’epidemia di peste del XVII secolo.

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Rito dei Vattienti

Rito dei Vattienti

Easter only for adults rite

ottobre 242016

L’evento principale della Settimana Santa di Verbicaro è il rito dei Vattienti, che si tiene nella nottata del Giovedì Santo. Esso può rientrare nella categoria dei riti di flagellazione, una pratica sacrificale e penitenziale arcaica.

I Vattienti di Verbicaro rimandano ad un periodo in cui era viva una sacralità di tipo spontaneo in cui si denotava scarsa sensibilità verso il dolore fisico.

La prima documentazione sul rito dei Vattienti risale al 1473 ma, ovviamente, esso ha vissuto un’alternanza di periodi di splendore e di tempi di scarsa considerazione. Sul finire degli anni ’60 del ventesimo secolo, difatti, tale espressione collettiva si era praticamente persa e solo l’opera di valorizzazione intrapresa negli anni ’70 ha fatto in modo che i Vattienti giungessero al XXI secolo perpetrando questo rito pluricentenario.

I motivi che spingono i Vattienti ad effettuare il rituale sono fondamentalmente due: il voto per grazia ricevuta e la volontà di perpetuare una tradizione collettiva che si regge su ragioni e codici particolari e riservati.

Sebbene non si possa parlare apertamente di ‘Processione dei Vattienti’ (ogni Vattiente ha il suo ritmo ed i percorsi intrapresi dai protagonisti possono differire), la notte del Giovedì Santo verbicarese si articola su dei momenti ben definiti.

Il primo di essi è la Messa in Coena Dominiche, che si svolge nella chiesa principale di Verbicaro.

Dopo di essa si procede alla visita ai Sepolcri delle varie chiese.

In seguito si intona un canto atavico per le vie dell’abitato.

Dopo di che comincia il banchetto dei Vattienti che si preparano all’uscita in strada.

Una volta che i Vattienti hanno reso onore alle delizie enogastronomiche locali essi, vestiti di rosso, col capo coperto da un fazzoletto e seguiti dagli Spruffaturi (coloro i quali gettano del vino sulle ferite da flagellazione), circolano per il paese fino ad arrivare ad una fonte per liberarsi dal sangue che li ricopre.

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Parco Archeologico Laos

Parco Archeologico Laos

Testament of Greek presence in the area

ottobre 242016

Il Parco Archeologico si trova in Via degli Scavi 20 a Santa Maria del Cedro. Laos, una delle prime enclaves elleniche poste sulla costa occidentale della Calabria, nacque quando i coloni greci conosciuti come Sibariti vennero sconfitti e costretti a fuggire dai crotoniati nel 510 a. C.

L’importanza di Laos da un punto di vista archeologico (l’istituzione del Parco Archeologico in situ risale al 1994) risiede nel suo essere un’ottima risorsa per intendere l’organizzazione urbanistica dell’epoca ellenistica (schema ortogonale delle strade, sistema di canalizzazione idrica).

Laos è preziosa perché è in grado di offrire interessantissimi spunti che ci permettono di intuire come si sviluppò il processo d’integrazione tra i popoli che hanno abitato la Calabria in generale e l’Alto Tirreno cosentino in particolare.

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Museo Blanda

Museo Blanda

Time travel place

settembre 122016

Il Museo di Blanda di Corso G. Garibaldi di Tortora si trova in corso Giuseppe Garibaldi e racchiude molti reperti ritrovati negli ultimi decenni. La mostra permanente si articola sui seguenti temi:

Preistoria;
Insediamenti all’aperto ed in grotta, con reperti risalenti a 150.000 anni fa;
Le Sepolture, risalenti al VI secolo;
La Lucanizazzione della Calabria Settentrionale, con reperti di corredi funerari, armi e ceramiche a testimonianza di tale fenomeno;
La Conquista Romana.
Il Museo è ospitato nel Palazzo di Casapesenna, nel centro storico di Tortora.

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